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scientifica
STUDIO
SULL'UTILITA' DELLA MEDITAZIONE
PER IL MIGLIORAMENTO DELLA
QUALITA' DELLA VITA DELLE
PERSONE CON SM
19/10/2010
Pubblicato sulla rivista
Neurology un lavoro sull’utilità
della meditazione (2010,
75:1141-1149) nelle persone con
SM, tale studio per numero di
persone coinvolte rappresenta il
più grande condotto fino ad oggi
in questo ambito. Il tipo di
meditazione impiegata è definito
“mindfulness”
si riferisce ad una tecnica
basata sul miglioramento della
consapevolezza dei propri
pensieri, azioni e motivazioni.
Lo studio
è stato condotto da un gruppo di
ricercatori svizzeri su 150
persone con SM
recidivante-remittente e
SM secondariamente progressiva
e fornisce dati importanti sul
valore di un trattamento
alternativo, come quello della
meditazione, per alcuni sintomi
della malattia e sottolinea
l'importanza di dover svolgere
studi specifici con l’obiettivo
di migliorare la qualità di vita
delle persone con SM.
La
depressione e la fatica sono
sintomi frequenti nella SM e
possono influire negativamente
sulla qualità di vita e sulla
sensazione di benessere, e la
loro intensità è spesso
indipendente dagli aspetti
clinici della malattia. Anche se
le terapie attualmente in uso
possono influenzare
positivamente il decorso della
malattia, di solito non
determinano sostanziali
modifiche sulla qualità di vita.
Con queste premesse i
ricercatori hanno valutato se la
meditazione tipo “mindfulness”
potesse migliorare il benessere
nelle persone con SM.
Questa
forma di meditazione ha come
obiettivo una attenzione
consapevole, intenzionale e non
giudicante alla propria
esperienza nel momento in cui
essa viene vissuta. Tale
atteggiamento di accettazione
viene coltivato con una pratica
quotidiana di esercizi
specifici.
In
particolare 76 persone hanno
partecipato settimanalmente a 2
ore e mezza di sessioni di
gruppo di meditazione per otto
settimane complessive oltre ad
una sessione di una giornata
intera e ad esercizi da svolgere
a casa; mentre il gruppo di
controllo di 74 persone ha
continuato ad eseguire
regolarmente i trattamenti
farmacologici.
Dalla
valutazione dei dati ottenuti
dallo studio su qualità di vita,
depressione e fatica dopo otto
settimane di trattamento le
persone che erano nel gruppo
della meditazione mostravano
miglioramenti significativamente
maggiori rispetto al gruppo di
controllo e inoltre tali
miglioramenti sono rimasti
significativi nei sei mesi di
monitoraggio, anche se in misura
minore rispetto a quanto emerso
dalla valutazione al termine del
trattamento.
Nell’editoriale di
accompagnamento all’articolo i
dottori Jinny Tavee e Lael Stone
della Cleveland Clinic
Foundation hanno commentato il
lavoro sottolineando
l'importanza di un trattamento
diretto a questioni di qualità
della vita nelle persone con SM,
facendo però notare che un
limite di questo studio è
rappresentato dal fatto che il
gruppo di controllo non abbia
ricevuto un intervento di
meditazione fittizio (placebo)
ma solo il trattamento
farmacologico.