L’associazione Mahamudra è diretta da persone sensibili alla sofferenza;
ognuna di esse ha sviluppato sufficientemente l'empatia e, a dispetto di
come stanno andando le cose nel mondo, riconoscendo nell'altro se
stesse, si avvicinano ai propri simili, umilmente e senza paura, per
condividerne il disagio. Sono tutte samnyasin, che non vogliono nulla
per sé e prestano per questo la loro opera invisibilmente, senza alcuna
retribuzione. Possono sembrare forse ingenui e sprovveduti, ma non è
così: sono consapevoli della malvagità di questo mondo e non si
oppongono ad essa con la violenza, come è costume fare nella realtà
attuale. Ritengono che anche il male abbia motivo di esistere, ma non
vogliono praticarlo, attenti come sono a conoscere e a sviluppare se
stessi. Non fanno politica, né seguono una religione, non praticano
alcuna forma di medicina, salvo la "medicina dei", fatta di amorevole
gentilezza e compassione.Si potrebbe pensare che siano facili prede di
quanti hanno interesse a che l'uomo non si risvegli né pensi con la
propria testa, di quanti esercitano il potere, violando l'integrità
umana e togliendo all’uomo la facoltà discriminante poiché ritengono che
solo l'elite di un’oligarchia meschina, sedicente ente morale, possa
definire i termini della libertà individuale, ma questi samnyasin sono
unici. Non si ritirano dal mondo per godere la pace, perché è nel mondo
che la vita si esprime, gioisce e soffre, e non vogliono lasciare l'uomo
da solo nell'inferno; desiderano condividere la sua sorte, uomini tra
uomini, senza alcun privilegio e senza ritenersi superiori in alcuna
forma. Idealisti? Se chiamano così le persone buone e rispettose
dell'altrui sofferenza, sì.
... a
chi è pronto
...
Permettici di parlare al tuo spirito. Ti senti frustrato, deluso e
amareggiato per come stanno andando le cose, è un sentimento condiviso
da moltissime persone. Tu hai il coraggio di esprimerlo, altri si
chiudono in se stessi, simulando contentezza e tranquillità. Fai bene ad
esternare il tuo disagio, lo sfogo è utile in molte circostanze, ma stai
attento: la società condivide apparentemente il malessere, tollera le
lamentele e i compiangimenti ma, dove è possibile, si defila e scompare;
così, compagni, parenti ed amici si stufano di ascoltarti (loro, forse,
non hanno avuto le tue stesse esperienze negative, né subito ingiustizie
o vissuto le tue sfortune) e si allontanano. L’isolamento aumenta il tuo
disagio, i tuoi pensieri diventano sempre più cupi, tutto si ingrigisce
e ti senti solo davanti alle difficoltà. Vuoi però riprenderti e
superare tutto questo senza aspettare ulteriormente; vuoi recuperare la
tua immagine e la tua sicurezza; hai capito l’indifferenza del mondo.
Non ce la fai: ci provi e ci riprovi, ma qualcosa te lo impedisce
sempre. Sembra che tutto ti si rivolti contro: è un periodo nero, sei
sopraffatto. Davanti ad una nuova esperienza, quella della solitudine,
del rifiuto, della disistima, non trovi più nulla a cui appoggiarti.
Solo e amareggiato, disilluso e triste ti chiudi sempre più in te stesso
ed entri in un nuovo mondo, dove la realtà è come un’eco, un’illusione;
è il tempo dello spirito. Un po’ alla volta cominci a conoscerti e a
comprendere le tue reazioni e le tue azioni. Ti rendi conto che il mondo
che ti ha rifiutato e dal quale ti sei allontanato, è solo un aspetto
della vita. Stai scoprendo la mente, la radice di ogni sofferenza e
gioia. Devi però continuare a vivere nel mondo che hai lasciato e
viverci bene, motivarti, fare progetti, desiderare e rimetterti in
gioco. Crescendo, superando quel “rito di passaggio”, ti avvii verso la
maturità umana e diventi consapevole. Possiamo parlare così solo a te,
che ti trovi al confine dello spirito, a te che sei stato isolato,
perché non calzavi uno standard sociale accettabile.
… e a chi non lo è
Non possiamo parlare allo
stesso modo al violento, al presuntuoso, allo spaccone, al bullo
temerario e privo del rispetto per gli altri, per la natura e per se
stesso. Non possiamo parlare a chi vuole sempre avere ragione, a chi è
avido e non partecipa con empatia alle disgrazie altrui, a chi calpesta
gli altrui diritti, a chi recita il mantra “mors tua, vita mea”, a chi
disprezza il povero e l’indigente, a chi, forte dei propri
conseguimenti intellettuali, si erge spocchiosamente sugli altri, ai
baroni di tutte le caste … . Non possiamo rivolgerci a costoro, che ben
più di te avrebbero bisogno di ascoltarci. Il mondo gira intorno a
quelli che giocano con la vita dei propri simili e che sono indifferenti
a quella degli animali. Proprio queste persone vengono prese dai più
come esempi da imitare: denaro facile, prestigio, corruzione, droghe,
sballo, abusi sessuali, perversioni ... I mali del samsara li
conosciamo; ma noi non siamo moralisti, non siamo pagati per recitare
preghiere, non celebriamo la censura e il diniego della libertà di
coscienza in vista di un bene più prezioso da ricevere nella vita
futura. Tutti sono liberi di esprimere il proprio pensiero e anche di
agire contro l’altro, contro la vita e contro se stessi. La società ha
già scritto i suoi libri che condannano i comportamenti
illegali.
L’uomo consapevole, invece, questi libri li ha scritti nel cuore. Egli
sa come comportarsi seguendo l’unica vera religione: la religione
spontanea del bello, che non disponendo di libri sacri, rende sacra ogni
azione e persuade dolcemente l’uomo a camminare a testa alta nella
virtù, senza sforzo. Nel passato ci sono stati esempi di conversione
dell’uomo malvagio e, per questo, ci rivolgiamo anche a te, ostinato
visionario del potere, dell’affermazione egoistica e dell’avidità
incontrollata. Anche tu sei una luce, seppure non ne sei consapevole.
Anche in te brillano a tratti l’empatia e la compassione, fosse solo per
i tuoi familiari ed amici. Quando si parla di malvagità, è difficile che
tu ti identifichi in essa, sono sempre e solo gli altri i malvagi. Tu
agisci per il bene della tua famiglia, del tuo partito, della tua
religione. Se hai commesso degli errori, lo hai fatto perché non avevi
alternative, sei stato costretto dal comportamento sbagliato di chi hai
condannato. Le giustificazioni e le attenuanti che esponi per ottundere
la tua coscienza, sono necessarie, non sopraviveresti al rimorso. Così
ti sei costruito l’alibi di default, puoi fare quello che vuoi, chi sono
mai gli altri? Perche dovresti attenerti alle regole stabilite da altri
per proteggere chi va contro i tuoi interessi? La tua legge e quella
della foresta: il grande mangia il piccolo. Non importa che il piccolo
sia rappresentato da un singolo individuo o da una o più nazioni, è il
potere che conta e, per te, esso non può esistere senza violenza e
sopraffazione. Il mondo deve appartenerti ad ogni costo. Così ti
aggreghi ad altri che la pensano come te e studi tutti i modi perché le
pecore del mondo pascolino
dove e come vuoi tu. E non temi nemmeno le possibili
ribellioni, perché dove non arriva la forza, arrivano il denaro e la
corruzione dei capi-popolo. Basta conoscerne la debolezza e il gioco è
fatto. Ogni
scontento può essere appianato, esiste sempre una via di uscita, un
risarcimento, magari contrattato. Il mondo delle pecore è un mondo
facile da conquistare e tu
sai usare tutti gli strumenti di persuasione meglio di chiunque altro e,
qualora questi si rivelino inefficienti, sai anche ricorrere ai
mezzi più
sofisticati. L’importante
è il risultato: impedire che si pensi e che si conoscano i fatti.La tua ricchezza e il tuo potere sono
necessari al mondo, come la
tua capacità di gestire
queste qualità.
L’umanità ha il diritto di vivere, non solo di sopravvivere. Ai bambini,
che sono l’umanità futura, servono una corretta alimentazione,
cure, istruzione
e svago. Chi potrebbe rendere possibile tutto questo se non tu? Questo è
il tuo ruolo nel mondo. Dovresti riconoscerlo e prodigarti per far sì
che questo si avveri. La tua responsabilità si estende anche
all’ambiente, a sostenere e a finanziare la ricerca delle fonti di
energia alternativa non inquinanti, rendendo così possibile l’utilizzo
di tecnologie e mezzi che non spezzino l’equilibrio della nostra terra.
Se fai questo, chi, nell’ovile, si solleverà mai contro di te? Non
soltanto otterrai riconoscimenti, fama e gratitudine, ma l’intero pianeta
ricorderà la tua opera per molto tempo. Questo talento è il tuo dono per l’umanità, con
esso puoi aiutare i lavoratori senza pensare ad un guadagno immediato e
puoi fare tante altre belle e utili opere. Saranno le nuove idee che ti
ricompenseranno. Dovresti usare la forza che ti spinge alla ricchezza
con saggezza, non con violenza. Ti parliamo per questo, perché tu studi
questa forza che così generosamente è evidenziata nella tua persona. Non
ritenerti diverso dagli altri, sei un uomo che deve prendere
coscienza di questo dono e che deve usarlo generosamente per il
mondo affinché la sofferenza venga ridotta. Dona la tua ricchezza
all'umanità, e non
farti ingannare da chi è avido. In questa direzione
presto la tua luce risplenderà e diverrai un esempio per gli altri.